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Questo elenco di articoli è per colpa mia un guazzabuglio poco ordinato. Sono presenti sia articoli divulgativi di testate giornalistiche,...

martedì, novembre 15, 2016

A scrivere bene si impara solo scrivendo.


Ogni giorno di scuola i bambini, dal momento in cui iniziano a scrivere fino alla fine della scuola dell'obbligo, dovrebbero essere, da almeno uno dei loro insegnanti, stimolati a scrivere in modo libero e creativo.
Sul loro quaderno, meglio se un diario personale, i bambini dovrebbero poter scrivere senza l'ansia della valutazione, seguendo e riorganizzando il filo ininterrotto dei loro pensieri e delle loro riflessioni.
L'argomento su cui scrivere potrebbe essere ad esempio suscitato dalle divertenti idee espresse da Gianni Rodari ne "la grammatica della fantasia",  oppure dalle idee dei "Draghi locopei" di Ersilia Zamponi, fino all'invenzione di brevissimi racconti o alla stesura di brevi cronache delle proprie esperienze quotidiane.
Una possibilità intrigante può essere offerta ai bambini delle elementari plastificando delle sintetiche frasi-stimolo, tutte diverse, tra le quali scegliere, liberamente o pescando a caso. Esempi di frasi potrebbero essere: "il mio migliore amico", "il compleanno più strano", "quella volta che mi sono divertito tanto", ecc.
Non c'è bisogno di esagerare in lunghezza: è sufficiente che il bambino scriva almeno un numero di righe pari alla propria età, o anche qualcuna in meno. Ogni giorno. Davvero ogni giorno. Possibilmente sullo stesso quaderno, per poter apprezzare il proprio lavoro crescere, in dimensione e chiarezza.
Il quaderno dovebbe essere piccolo, non grande, anche per fornire maggiore soddisfazione al bambino che avanzasse faticosamente contando le righe rimanenti. In questo caso è importante non forzare le richieste, limitandosi a una quindicina di minuti di effettiva scrittura in religioso silenzio. Quindici minuti di scrittura, non di più, non di meno. 
La cosa migliore sarebbe se il quaderno fosse bello e curato (come ad esempio quelli con la copertina rigida, cartonata). Non c'è bisogno che gli elaborati siano corretti dall'insegnante, solo devono essere considerati dagli insegnanti come preziosi, davvero importanti. E corretti sicuramente se lo chiede il bambino.
Deve essere offerta periodicamenteai bambini la possibilità di rileggere, scegliere e riscrivere i propri testi migliori. Molto importante è che non venga effettuata nessuna valutazione del lavoro svolto dai bambini. Lavoro che deve essere fatto ogni giorno.
L'ispirazione principale deriva dalla ricerca Nulla dies sine linea del prof. Vertecchi. Un articolo divulgativo che ne parla è in questa immagine:



(credits: il 99% delle idee qui espresse sono rielaborazioni di Daniela Righi, pedagogista e docente, alla quale rubo le idee che lei stessa utilizza con successo nell'insegnamento).

1 commento:

Stefano Longagnani ha detto...

Il libro che illustra la ricerca Nulla dire sine linea, completo di tracce per i bambini, è il seguente: «I bambini e la scrittura. L'esperimento Nulla Dies sine Linea»