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domenica, maggio 17, 2015

DSA vuol dire disturbo mentale

DSA è l'acronimo di Disturbo Specifico dell'Apprendimento, codici che iniziano con F81 nella classificazione dell'ICD-10 dell'Organizzazione mondiale della sanità.

L'ICD-10 è la "Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati".

I DSA sono pure compresi nel DSM-V americano.

Il DSM-V è il "Manuale diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali" della American Psychiatric Association.

Prima che pensiate che stia dando del disturbato mentale a voi o a vostro figlio è meglio che scriva in bold che sospetto  fortemente che queste "malattie" in molti casi, (non in tutti) siano sovradiagnosticate.

Sovradiagnosticate nel senso che le difficoltà scolastiche ci sono eccome, ma non sono per forza di cose causate da un danno organico o da una predisposizione genetica. L'ipotesi della familiarità o della tara genetica è appunto solo una ipotesi, che passo dopo passo le ricerche dei neuroscienziati stanno in molti casi smontando, o riconducendo in alvei molto più limitati.

Non a caso queste "malattie" nella stragrande maggior parte dei casi non sono diagnosticate mediante analisi di laboratorio oggettive (analisi del sangue, analisi genetiche, ecc.), ma mediante test e prove di performance somministrate al bambino e successivo confronto dei risultati ottenuti con gli standard statistici definiti sulla popolazione "normale". Come appare ovvio, allo stesso test, alla stessa prova di performance, lo stesso bambino può rispondere in modi molto diversi a seconda di situazioni personali le più varie (preoccupazioni, stanchezza, paura, non conoscenza perfetta della lingua, svantaggi socio-culturali, ecc.).

Il forte sospetto è che i cosiddetti DSA siano per la stragrande maggioranza un problema pedagogico, un problema di apprendimento, di abitudini mentali acquisite individualmente o mediante imitazione di persone significative, di storia personale del bambino e delle sue interazioni con l'ambiente familiare e scolastico.

Infatti, come confermano gli stessi ricercatori che ricercano la causa organica, in determinate situazioni didattiche e/o ambientali il "disturbo" non si manifesta.

A parte quel che ne posso pensare io personalmente, mi sembra importante sottolineare come la storiella, spesso raccontata, del DSA quale bambino con un dono speciale, come qualcuno con una diversa modalità di pensiero e via indorando l'amara medicina, dovrebbe apparire molto sospetta, soprattutto se chi la racconta è uno strenuo difensore della sigla DSA (e magari ci guadagna sopra).

8 commenti:

Michela Vandelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefano Longagnani ha detto...

Grazie della segnalazione bibliografica!

Stefano Longagnani ha detto...

Sul fatto che l'imitazione non sia, come tu affermi, un fortissimo driver per l'apprendimento, lasciami affermare che ho personalmente seri e fondati dubbi (altrimenti se l'imitazione non funzionasse, perché l'industria spenderebbe miliardi per efficacissime - e misurabili nella loro efficacia - campagne pubblicitarie?). Bisogna però che forse ci accordiamo su cosa intendiamo per "imitazione". Insomma la pubblicità funziona, anche in ambito educativo. E ho visto spesso diffondersi per imitazione, in una comunità di bambini che giocano, modi di giocare o proprio giochi con le loro regole e i loro strumenti. Quindi non capisco a cosa ti riferisci con la parola imitazione.

Michela Vandelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michela Vandelli ha detto...
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Stefano Longagnani ha detto...

Io intendevo questo per imitazione:

http://www.treccani.it/vocabolario/imitazione/

Il condizionamento pubblicitario e delle mode, si basa su (e sfrutta per i suoi biechi fini) qualcosa di strutturale nella mente umana: la sua innata capacità imitativa, tipica proprio del processo di apprendimento (si veda punto 1-a della definizione del lemma "IMITAZIONE" come riportato nel vocabolario Treccani).

Michela Vandelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefano Longagnani ha detto...

Un interessante articolo sui fondamenti epistemologici della psichiatria: http://recuperamente.blogspot.it/2014/01/la-psichiatria-non-e-scienza.html